Perché il plogging: cosa significano davvero spiagge e parchi sporchi

Da lontano spiagge e parchi sembrano puliti. Da vicino trovi mozziconi, tappi di bottiglia e frammenti di plastica che prima o poi arrivano in mare.

7%

delle microplastiche del mondo

si trova nel Mediterraneo, un mare che contiene solo l’1% dell’acqua del pianeta. [1]

26,1 kg

di plastica per km di costa, ogni giorno

si accumulano sul litorale di Barcellona, la nostra prima città: il secondo valore più alto del Mediterraneo. [2]

60

milioni di mozziconi

raccolti nelle pulizie internazionali delle coste dal 1986. Sono il rifiuto più frequente in assoluto. [3]

1

mozzicone per litro d’acqua

basta a uccidere metà dei pesci esposti nei test di laboratorio. [4]

+40%

di rifiuti in più d’estate

arrivano nel Mediterraneo quando più di 200 milioni di turisti visitano le sue coste. [1]

La plastica non sparisce mai

Sole e onde riducono bottiglie, sacchetti e tappi in microplastiche. Pesci e uccelli marini le ingoiano, ed entrano nella catena alimentare.

Un mozzicone non è carta

Il filtro è fatto di fibre di plastica e trattiene nicotina e altre sostanze tossiche che finiscono nell’acqua. Dal 2022 è vietato fumare su tutte e dieci le spiagge di Barcellona, ma un mozzicone buttato in strada o in un parco può comunque arrivare in mare con la pioggia. [5]

Per questo puliamo anche i parchi

Quello che resta sul prato oggi può finire in spiaggia dopo il prossimo temporale. Ogni bottiglia raccolta in un parco è una bottiglia in meno in mare.

La nostra risposta: plogging con la musica

Il plogging è nato in Svezia intorno al 2016: si raccolgono rifiuti mentre ci si muove. Noi aggiungiamo tre DJ dal vivo, perché con la musica nelle orecchie pulire è più facile, le persone tornano la volta dopo, e ogni chilo viene pesato, così il risultato si può misurare. [6]

Fonti